PARMA, NIENTE BICCHIERI SOTTO I MONUMENTI E NELLE VIE DI PREGIO . DIBATTITO TRA RESIDENTI, BARISTI VIRTUOSI E LOCALARI DISONESTI …

Arriva il divieto di sedersi, sdraiarsi o fermarsi, per consumare di notte alimenti e/o bevande in prossimità di alcuni monumenti e vie del centro storico a Parma. Il testo rivoluzionario della ordinanza regola ora finalmente anche la tutela dei beni culturali cittadini, comprese alcune strade invase dal caos . E le discussioni si scatenano in città. Cosa succederebbe a Milano o a Roma a Firenze se i sindaci avessero lo stesso coraggio del collega sindaco di Parma?Abbiamo sentito alcuni residenti, i baristi , i localari della città romagnola…

Unknown-1Analizziamo intanto l’ordinanza di Parma: si propone, infatti una disciplina speciale per alcune vie in cui sono stati riscontrati problemi di ordine e sicurezza pubblica derivanti da comportamenti individuali degli avventori e da cattiva gestione di alcuni esercenti, e il contrasto ai comportamenti individuali scorretti degli avventori (occupazione della sede stradale, sporcizia etc.).Vie del centro storico inserite in percorsi archeologici e monumentali.

La disciplina speciale per le vie del centro storico ( specificatamente, il comparto D’Azeglio) , motivata da ragioni di ordine e sicurezza pubblica evidenziate in un parere della Questura e pienamente coerente con le norme in materia di liberalizzazioni e con la Giurisprudenza del Consiglio di Stato, non limita gli esercenti ma modula gli orari di chiusura in relazione all’impatto esercitato da ciascuno di essi, prevedendo la liberalizzazione degli orari per gli esercizi che non producono alcun tipo di impatto, la possibilità di accedere alle deroghe di un ora per tutti coloro che siano in grado di assicurare la minimizzazione del proprio impatto, la riduzione dell’orario solo per gli esercenti le cui modalità gestionali e l’assenza di misure dirette a minimizzare l’impatto comportino un effetto esterno ascrivibile direttamente a loro.

L’ambito di responsabilità di ciascun esercente rimane limitato ai 10 metri di distanza dal locale: tale responsabilità è prevista espressamente dalla Legge regionale sulla somministrazione a tutela della residenza.

UnknownIl controllo delle modalità gestionali avverrà mediante apposita attività d’indagine, anche a mezzo di videosorveglianza e, in caso di accertamento della diretta correlazione tra attività e occupazione della strada da parte della propria clientela, sono previste sanzioni fino alla revoca della licenza.

Infine le norme di condotta, che non sono dirette ad impedire l’aggregazione ma a contrastare comportamenti individuali scorretti (abuso di alcool, sporcizia, rumore, etc.) sono le seguenti:
 divieto di sedersi, sdraiarsi o fermarsi, per consumare alimenti e/o bevande (ad eccezione del consumo di acqua), sporcare, accalcarsi, schiamazzare o diffondere musica o canti, etc. in relazione agli immobili.

Dopo la pubblicazione dell’ordinanza ( pensiamo a un simile rivoluzionario provvedimento a Trastevere, o alle Colonne di san Lorenzo o a piazza della Signoria, ora zone monumentali trasformate in suk) il dibattito si è scatenato in città. Sentiamo alcune posizioni contrastanti e  confrontiamole.

UnknownUn esercente di via D’Azeglio :” Ma come, c’è pieno di disoccupati, di giovani che non hanno futuro, chi ha un lavoro, non è certo di avercelo per sempre, e che facciamo qui? chiudiamo o portiamo a chiusura delle imprese, peraltro per lo più imprese giovanili? Ma per me è inaccettabile: come se per l’inquinamento, chiudessimo la Fiat o la Mercedes perchè fanno e vendono le macchine !!
Anche la storia che seduti sui monumenti si beve solo acqua….(e bibite o succhi di frutta no)…secondo voi è da città turistica, da città normale?

UnknownUn residente insonne :”siete VOI ad essere soli e isolati, siete i 4-5 bar del tratto centrale di Via D’Azeglio, quelli che lavorano sul MARCIUME e sui più scalcinati dei movidari: gli altri bar, credetemi, hanno già capito tante cose e…sono con noi!”

UnknownIl comitato dei residenti: “E’ curioso vedere che alcune persone, che sono state e continuano ad essere la causa della
degenerazione della vita diurna e notturna di strada D’Azeglio, si siano trasformate in vittime: ciò è
 dimostrato dal fatto che, quando i loro 3 o 4 locali sono chiusi, la situazione della strada torna alla
normalità e corrisponde a quella delle altre strade cittadine, quindi questi signori vogliono scaricare
sull’amministrazione comunale le loro responsabilità. Alla soluzione di questo problema, che è di
ordine pubblico, sono state richiamate tutte le autorità istituzionali cittadine che hanno l’obbligo di
ripristinare l’ordine usando qualsiasi mezzo a loro disposizione.
Riguardo all’obbligo di sorveglianza da parte degli esercenti, che in tale articolo essi dichiarano
con sicurezza di non avere, li invitiamo a leggere le sentenze 45484 del 24/11/2004 e n.15346del
03/05/2006 della Corte di Cassazione che dice, testualmente, “risponde penalmente del reato di
disturbo della quiete pubblica, previsto e sanzionato dall’articolo 659 del codice penale, il gestore
di un pubblico esercizio, per gli schiamazzi e i rumori molesti provocati dai clienti anche al di fuori
del locale in quanto la relativa responsabilità è ascrivibile, in via diretta, alla presenza della sua
attività”. Tutti i residenti della via, e non solo, conoscono il ristretto numero dei locali cui sono
ascrivibili i gravi problemi di ordine pubblico; locali di esercenti che pretendono si usufruire
gratuitamente e illegalmente di strade regolarmente aperte al traffico, spazi pubblici e di
prevaricare ogni articolo di legge solo per il loro profitto personale (alcuni sono ben individuabili
anche da alcuni filmati divulgati dai mezzi di comunicazione).
Per quanto riguarda Strada d ‘Azeglio, contestiamo le affermazioni riguardanti i benefici che
deriverebbero alla via da manifestazioni notturne che prevedano la chiusura della via stessa e
dichiariamo che, fino a qualche anno fa, prima dell’avvento della movida organizzata del
mercoledì, la nostra era una comunità ben affermata, con esercizi di vicinato, e dove la vita
trascorreva serenamente di giorno, di sera e di notte . Il danno è stato creato dalla vecchia
amministrazione che, permettendo e patrocinando manifestazioni serali e notturne con chiusura
della strada una volta alla settimana, ha favorito l’insediamento di alcuni tipi di attività commerciali
disgregando il tessuto economico-sociale della zona e favorendo spaccio, etilismo,
insicurezza( fino agli accoltellamenti)trasformandola in una zona franca dove tutto era permesso
lasciando i cittadini privi di qualsiasi tutela da parte degli organi di pubblica sicurezza. Pertanto la
chiusura della strada è un’esperienza da non ripetere nel modo più assoluto perché le sue
conseguenze si scaricano sulla vita dei residenti minando la loro salute e la loro incolumità
personale e questi fatti ci hanno costretti a mobilitarci e ad adire alle vie legali. Su questa Strada
( ad alta densità abitativa), si affacciano anche numerosi passi carrai e non si può non sottolineare
che essa costituisce il tragitto più breve che collega la parte est con quella ovest della città da
percorrersi per i mezzi di soccorso che devono raggiungere l’ospedale.
I posti di lavoro, tanto strumentalizzati, sono calati per la distruzione del preesistente equilibrio
socio-economico della via che ha privanto gli esercizi di vicinato di buona parte del loro profitto.
L’amministrazione attuale si è trovata a gestire una grave situazione, ha cercato di coinvolgere
tutti nella gestione di questo problema, ma alle riunioni dove si cercava il dialogo, i pochi esercenti
responsabili dei nostri gravissimi problemi non si sono mai presentati. L’amministrazione non sta
facendo altro che il proprio dovere nel richiedere e pretendere il rispetto della legge; la normativa
infatti, là dove si presentano problemi di ordine pubblico, prevede l’applicazione di provvedimenti
ben più severi di quelli adottati in Strada D’Azeglio (vedi MISE) relativamente alla limitazione di
aperture di locali con prevalente attività notturna piuttosto che alle limitazioni di orario, mentre,
purtroppo, c’è chi , anche sostenuto da qualche rappresentante di categoria, strumentalizza i
giovani per i propri vantaggi economici il tutto a scapito della salute dei cittadini e dell’ordine
pubblico. I provvedimenti presi, se fatti rispettare, dovrebbero premiare tutti quei pubblici esercizi
che lavorano investono e rispettano le leggi; infatti, ora e ancor più nel tempo, tali esercenti, ,
otterranno, giustamente, dei vantaggi economici potendo anche prolungare il tempo di apertura.
A questo punto vorremo dire ai signori della Confesercenti che , d’ora in poi, i residenti (derubati
delle ore di sonno e della salute in casa propria ) faranno a meno della loro solo formale, e non
sincera solidarietà espressa sui gravi disagi e sulle gravi violenze fisiche subite dai residenti.
Forse chi si muove contro questi provvedimenti non conosce la natura del problema e non sa che
l’intervento delle istituzioni sia cittadine che statali è ormai obbligatorio per legge.
Il 17 di Maggio a Bologna si è costituito un coordinamento nazionale Anti mala Movida ( quella che
crea danno alla salute dei residenti) ed è stato chiesto l’intervento di tutte le istituzioni statali,
compreso quello del Capo dello Stato e della Comunità Europea. Erano presenti i rappresentanti di
tutte le città d’ Italia e possiamo assicurare che la situazione di Strada d’Azeglio è abbastanza
unica, tra le peggiori. Nelle altre città, in genere metropolitane, questo caos si svolge in ampie
piazze o in zone molto meno residenziali, oppure in località che vivono sul turismo estivo. La
nostra è una città di medie dimensioni che vive sulle attività legate alla food-valley e la nostra via è
strettissima , con portici che fungono da megafoni e, lo ripetiamo, ad altissima densità abitativa. La
Mala movida non rappresenta una ricchezza aggiunta per la nostra città; forse le associazioni di
categoria dovrebbero raccogliere anche le numerose lamentele di quegli esercenti(che sono tanti)
che, a motivo della stessa causa che qualcuno sta cercando di difendere, non riescono più a
lavorare .
Il comitato ha preso atto che l’amministrazione, con i provvedimenti adottati nel nuovo
regolamento, vuole iniziare un percorso volto alla soluzione del problema che affligge la nostra
Strada e coglie l’occasione per ringraziare tutti i consiglieri comunali che hanno voluto collaborare
per trovare soluzioni idonee.
A questo punto diventano indispensabili controlli serrati e fattivi, chiediamo quindi aiuto a tutte le
Autorità coinvolte e soprattutto al Corpo della Polizia Municipale, al suo comandante , preposti alla
applicazione concreta del regolamento, affinché si adoperino per fare in modo che i controlli
vengano fatti e che i trasgressori siano costantemente ed effettivamente sanzionati perché queste
sono le basilari condizioni per risolvere questa insostenibile situazione e per ridare equilibrio
economico e vivibilità alla zona di Strada d’Azeglio.

UnknownUn modivaro:” MA CHI CREDETE DI PRENDERE X I FONDELLI?
MA VERAMENTE PENSATE CHE DARANNO LE MULTE A TUTTI NOI CHE ABBIAMO DIRITTO A DIVERTIRCI COME E QUANDO VOGLIAMO?
VOGLIO PROPRIO VEDERE CHE SUCCEDERA’.
CASA HA DATO ASCOLTO A QUELL’INVASATA DEL FANTOMATICO COMITATO D’AZEGLIO: QUANTI SONO CODESTI PERSONAGGI?
FORESE 5 O 6????
ED HANNO IL DIRITTO DI TENERE IN OSTAGGIO UNA VIA INTERA SOLO PERCHE’ HANNO IL SONNO LEGGERO???

UnknownUn barista virtuoso:” Ora basta. Sono anch’io un barista e lavoro con passione e profitto non lontano dalla strada D’Azeglio. In quanto barista mi dissocio totalmente dal tono minaccioso (!!!), prepotente e prevaricatore di alcuni baristi della strada D’Azeglio. Tutti sappiamo che si tratta solo dei tre o quattro bar di fronte al portico dell’ospedale vecchio di Parma: inutile che vi nascondiate dietro un dito, mutando ogni volta il nickname! sappiamo tutti chi siete! La maggior parte dei baristi sono gente seria, pulita, perbene, e che lavora onestamente e che non vuole avere nulla da spartire con i prepotenti e con i loro clienti delinquenti. Noi baristi perbene non siamo sordi alle sacrosante lamentele degli abitanti della strada. Hanno ragione da vendere! Voi baristi della strada D’Azeglio parlate (o sparlate) per voi e solo per voi. Siete voi la minoranza malata”

UnknownUn operaio residente nel centro storico : “Per il diritto alla salute quel localaro non doveva fare riferimento alla Fiat o alla Mercedes,  stabilimenti che operano secondo le regole e che dove sono localizzati non determinano inquinamento. Ma casomai all’ILVA di Taranto che i magistrati sono stati costretti a sequestrare almeno in parte visto l’inquinamento locale e il danno alla salute che determina non solo agli operai ma anche ai cittadini superando le soglie dello stabilimento.Il diritto alla salute garantito dall’ Art. 32 della Costituzione è prevalente anche sul diritto alla libertà economica. L’ILVA docet , infatti potrebbe essere chiusa definitivamente se non attuerà misure che negli altri paesi civili sono la regola eliminando i danni prodotti ai cittadini che ci vivono intorno oltre che agli operai. Chiaramente il paragone è portato all’estremo ma il principio è lo stesso E’ così difficile lavorare rispettando gli altri? Anch’ io mi auguro che questa crisi economica finisca e questo permetta a tanti giovani di poter lavorare e che si ricostituisca quel tessuto sociale di reciproco rispetto che oggi non esiste più”.

UnknownUn residente rivolto ai localari disonesti: “basta con questi maledetti cafoni fracassoni che portano solo disturbo della quiete pubblica per chi il giorno dopo andrà a lavorare e tanta microcriminalità.Se gli studenti trovano questa città noiosa, vadano altrove. Bisognerebbe ricordare loro che sono qui a fare l’università..questa ciurmaglia che sbevazza, si ubriaca, vomita, piscia, fracassa i timpani (e solo quelli) degli altri cittadini per tutta la notte… Tutti eleganti Lord o Maestri di Bon Ton sfornati di fresco da Cambridge??? Ma come si può mai difendere quella banda di teppisti della notte, le cui mirabolanti “imprese” sono state tante volte immortalate da altrettanti filmati dei residenti???!!! Soltanto se si è in malafede e miseramente proni alle…proprie tasche ci si può prestare a tale oscena mistificazione. E quando la libertà di bersi una birretta piuttosto che di aggregarsi procura gravi danni alla salute di centinai o forse migliaia di persone, bisogna fare delle scelte di libertà dando un valore gerarchico alle esigenze. Credo , anzi sono certo che il diritto alla salute , abbia la priorità su qualsiasi altro diritto e soprattutto sul diritto di bersi una birretta per strada piuttosto che di usufruire di strade e suolo pubblico per lavorare, quest’ultimo oltretutto è un privilegio o un sopruso che non viene lasciato a nessun altro lavoratore o impresario. Ricordo che anche chi vive nelle vie movidare ha diritto di lavorare e non lo può esercitare se si ammala perché non riesce dormire. In Strada d’Azeglio vivono molti impresari, molti professionisti, professori e chirurghi . Il localaro che protesta si auguri che un suo parente non debba subire un intervento da un medico che la notte precedente l’intervento non sia riuscito a dormire…”

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