Clamoroso a Genova e a Roma :emergenza alcol, scatta l’ordinanza contro i frigo bar. Milano e Torino si piegano invece alla lobby dei localari

Finalmente la svolta. A Genova e a Roma: eco il no secco all’alcolismo giovanile che scatta a mezzanotte nella città ligure e alle 22 a Roma: e poi nessun locale potrà più vendere bevande alcoliche da asporto, quindi non si potrà più bere per strada. Una rivoluzione. E’già  pronto il nuovo regolamento per la Movida genovese e romana . Una stretta sull’alcol che non è escluso venga estesa a tutte le città italiane  con ordinanze a cascata .Polemizza Simonetta Chierici:”due sindaci, DI SINISTRA, di importantissime città italiane HANNO PRESO PROVVEDIMENTI, a Torino si continua miserabilmente a litigare in Giunta, per dispetti personali (che figura penosa!!!) nella maggioranza PD grazie ad assessori e consiglieri comunali che vogliono evidentemente proteggere la movida nella sua forma più abietta, deleteria, scadente e dannosa (chissà perchè…mah??????), ma il Sindaco Fassino se vuole può come dimostrano i suoi colleghi a Roma e Genova, perchè non ha il coraggio di agire???
Aspettiamo graditi chiarimenti, ormai la battaglia per la civiltà e la regolamentazione del fenomeno che scempia il Paese dilaga in tutta Italia!”

«Abbiamo deciso di partire dal centro storico — interviene l’assessore alla Legalità di Genova, Elena Fiorini — perché è una zona con particolari criticità per la quiete pubblica e la vivibilità, ma è un regolamento che potrà essere modulato zona per zona, anche a Sampierdarena( dove sono aperti decine di locali gestiti dalla malavita sudamericana, ndr) , con ordinanze del sindaco». Il documento genovese( che naturalmente potrebbe essere subito “copiato” in tutta Italia) prevede un giro di vite per quanto riguarda i mini market,ovvero i locali frigo gestiti di solito da pregiudicati ( come a Milano, per lo più confidenti delle forze dell’ordine con licenza di vendere in nero senza rilasciare scontrini ) o da  immigrati dal Bangla Desh, dove i giovani si approvvigionano perché rimangono aperti anche fino alle 2: dalle 21 , a Genova, i minimarket non potranno più vendere neppure una birra. «I controlli, in particolare del Settore Commercio della polizia municipale, saranno rigorosi e oltre al rischio di una multa da 25 a 500 euro, alla terza violazione scatterà la sospensione della licenza. Per chi vende ai minori, ci sarà l’immediata decadenza. Per i locali, bar e pub, sarà inoltre vietato pubblicizza- re le serate a tema-alcol, quindi niente manifesti e promozioni». Il regolamento sarà uno strumento di carattere generale. «Un modo per modulare ogni intervento come una sorta di “piano regolatore” — va avanti Elena Fiorini — , dettando i principi, le finalità, i criteri». Tursi ha dovuto tenere presenti ed equilibrare i diversi interessi e diritti.

Fantascienza per Milano, dove un frigo bar che vendeva superalcolici ai minorenni dopo tre mesi ha riaperto .

bar 1 «È evidente che l’uso dell’alcol tra i giovani è un problema. L’idea di partenza di questo regolamento, è stata di realizzarlo con diverse misure. È solo un pezzo di una strategia complessiva senza voler fare i proibizionisti, ma posso già annunciare che i controlli con l’etilometro verranno incrementati. Come Comune dobbiamo garantire il decoro — vedi cocci e bottiglie di vetro ovunque — , il diritto alla salute, la vivibilità, lavorando a stretto contatto con i Municipi, le associazioni e i commercianti per un rilancio culturale della zona». Il fenomeno della Movida fa da sfondo. «Il passo importante è stimolare la responsabilità dei pubblici esercizi, dei circoli, rispetto a impegni precisi, come la pulizia degli spazi davanti ai locali. Dovranno installare porta bicchieri fuori dagli esercizi, non avere spillatori di bevande piazzati per strada, chiudere le porte a una certa ora. Per i “virtuosi” sono previsti, diciamo, dei premi, come la possibilità di sforare gli orari» spiega invece la “virtuosa” Fiorini.

Fantascienza, dicevamo,  per   Milano,  dove la lobby dei localari ( dietro la quale c’è la ‘ndrangheta) impone degrado , risse e ubriachi in tutta la città. Il sindaco ( dello stesso partito di Doria )  è ricattato politicamente da Sinistra e Libertà, ( o meglio da una sua scheggia impazzita) che ha il suo elettorale tra i punkabbestia, bonghisti e i balordi della movida selvaggia e non tollera la  regolamentazione della vendita di alcol da asporto.

3

Ancora più chiara la scelta del sindaco di Roma, Marino ( PD). Il 4 aprile scorso dopo l’ennesima rissa scattata tra ragazzi ubriachi, Marino parlò di «limitazioni dal punto di vista orario per la vendita e il consumo di birre, vino e cocktail nei quartieri più affollati». L’ordinanza era stata inizialmente programmata «per metà maggio», ma ad oggi non è ancora stata emanata. Il testo però è pronto e la firma del primo cittadino dovrebbe essere apposta prestissimo  con il provvedimento che sarà operativo a partire dal prossimo week-end. Il motivo dei ritardi lo spiega l’assessore Leonori: «Prima di scrivere l’ordinanza abbiamo voluto dialogare con tutte le parti coinvolte. Per questo nelle settimane passate abbiamo incontrato gli amministratori dei municipi e raccolto le segnalazioni dalle associazioni dei residenti e dei negozianti». Perché l’obiettivo dell’ordinanza, spiega Leonori, «è da una parte è aiutare i cittadini dei quartieri in sofferenza a non vivere tra risse e schiamazzi e dall’altra non penalizzare i commercianti onesti».

Ma il provvedimento è rivoluzionario e colpisce i frigo bar, che stanno devastando Milano, ma anche Pisa Pistoia , Firenze. A Roma a dirittura si anticiperà da mezzanotte alle 22 il divieto di vendita dei prodotti da asporto. L’obiettivo è colpire il racket dei minimarket, spesso gestito dai cittadini di origine bengalese, che oggi, in assenza di controlli, continuano a vendere bottiglie di birra e vodka anche fino alle cinque del mattino.

Succede ormai comunemente a Milano, dove la giunta , sorda al buon senso, ha trasformato in un suk maleodorante la zona archeologica delle Colonne e tollera l’apertura di decine di frigo bar , spesso gestiti da  noti pregiudicati e  da balordi vicini alla ‘drangheta.

Roma e Genova verranno sicuramente imitate da quasi tutte le città italiane. Una rivoluzione , dunque, Resterà Milano , capitale del chupito, a tenere alta la bandiera nera dell’alcolismo giovanile, grazie alla inefficienza di Pisapia e del suo assessore al commercio, l’incapace  D’Alfonso,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *