CLAMOROSO: Bologna si ribella alla invasione di tavolini fracassoni: e invade il consiglio comunale

Il sindaco è il primo responsabile del nostro diritto alla salute. Una affermazione netta , che  si propaga nei saloni di piazza san Petronio, a Bologna . I residenti di via Pietroni e dintorni,  una  zona del centro storico già intasata di locali, hanno detto basta, e per la prima volta in Italia hanno deciso  di “invadere” il consiglio comunale, con striscioni eloquenti che  ribadiscono il diritto di ogni cittadino al riposo. Manifestazione pacifica, e diremmo “silenziosa”, all’insegna del bon ton , con pochi decibel rispetto agli 80 che si propagano nella via della movida bolognese ogni notte.Ma efficace e  tuttavia ” rumorosa”. Il popolo del riposo notturno non è più supinamente silenzioso .Il motivo di questa clamorosa protesta?

“Nonostante la drammatica situazione che viviamo ogni notte in Via Petroni e nelle strade circostanti, l’Amministrazione ha creduto opportuno dare le concessioni per l’allestimento di cinque nuovi dehors (per un totale di 100 metri quadri) nella via. Ciò rappresenta, a nostro avviso, una ulteriore grave atto vessatorio e di arroganza politica perpetrato nei confronti dei cittadini residenti da chi, al contrario, dovrebbe tutelarne salute, quiete, decoro e sicurezza” spiega un rappresentante della protesta..

14 aprile manifestazione 2“Vogliamo perciò richiamare l’attenzione di tutte le rappresentanze politiche comunali, chiedere la loro attiva solidarietà e denunciare alcuni fatti sconcertanti. E’ inspiegabile come l’Amministrazione Comunale abbia potuto rilasciare tali concessioni a fronte di un espresso ed articolato parere negativo del Quartiere San Vitale. Sono state ignorate le argomentazione del Quartiere, senza motivarne il rigetto negli atti di concessione, come sarebbe richiesto da una corretta prassi amministrativa.

CHI SONO I BENEFICIARI DELLE CONCESSIONI
 ? Con questi provvedimenti si sono premiati, fra gli altri, anche quegli esercizi che hanno già subito provvedimenti di chiusura per gravi trasgressioni ai vigenti regolamenti comunali ed inadempienze varie e che si guardano bene dal pagare le decine di multe inevase che pendono sul loro capo.
L’istallazione di nuovi dehors, oltre ai tre già esistenti, riduce di altri 50 metri il già insufficiente spazio di parcheggio per i residenti della via, che hanno già visto ridursi i posti disponibili a causa della realizzazione della “zona U” ad accesso limitato ed a loro non consentivo. 
Il rumore notturno assordante regna nella via ed in tutta la zona universitaria. I costanti 70/75 Db medi esterni (con punte anche superiori agli 85), come risulta da tutti i rilevamenti eseguiti anche recentemente, sono ampiamente oltre ogni limite di legge e minano gravemente la salute dei residenti, come denunciato da ARPA in varie occasioni.Cinque nuovi dehors, e quelli che naturalmente seguiranno di conseguenza, non fanno altro che appesantire la presenza notturna di persone invece che alleggerirla, come sarebbe necessario.
Con questo provvedimento si afferma definitivamente una destinazione della strada a “bar a cielo aperto”, a “divertimentificio notturno”, a “ luna park della città”, contraddicendo, una volta per tutte, la vocazione residenziale di una parte importante della città storica, alla quale fanno riferimento tutti i documenti ufficiali dell’Amministrazione e l’obiettivo chiave in essi contenuti: “riabitare Bologna”.
Le decisioni di cui sopra e la situazione che si va sempre più stabilizzando per tutta la zona, mettono in discussione gli impegni elettorali del Sindaco. In particolare vengono contraddetti quelli contenuti fra le azioni prioritarie annunciate dal suo programma ed evidenziati al punto 3. Progetto bellezza; vivibilità e qualità dello spazio pubblico: “Massima priorità dovrà essere data allo stabilire connessioni tra le diverse parti, ad evitare fratture e discontinuità nel tessuto civico ed urbano, a creare le migliori condizioni di vivibilità e convivenza urbana, a garantire l’accessibilità per tutti”.
Prendiamo quindi atto del mancanza di volontà dell’Amministrazione di tenere conto delle nostre gravissime problematiche, più volte denunciate con lettere, appelli, diffide alle quali nessuno si è neanche degnato di rispondere, ricordando però, ancora una volta, che il Sindaco è il primo responsabile del nostro diritto costituzionale alla salute”
La parola non può dunque che tornare al Sindaco. Questa notte non riuscirà certo a dormire serenamente: Bologna si solleva contro la malamovida e l’insonnia da decibel.. Chi protesta ha un’arma potente in mano : il voto. La notte porta consiglio, signor Sindaco .14 aprile manifestazione 1

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