Mestre: un’altra vittima del popolo dello spritz. Morto un anziano linciato dagli ubriachi.

Gabriele, Odette, Alberto…Lo spritz uccide. Ecco le vittime.  Il popolo dell’aperitivo a volte è malvagio: e la movida selvaggia puo’ essere  anche mortale. Ieri a Milano, oggi a Mestre. Domani, chissà. Ricordiamo queste vittime, soprattutto  anziani che le amministrazioni comunali lasciano soli davanti al popolo della notte,  sempre più ubriaco e maleducato. La prima  vittima si chiamava Odette. Una anziana bibliotecaria che nel 2000, ammalata di polmoni, si  trasferisce  al parco delle basiliche, a Milano . Raccontò, prima di morire : ” desideravo tanto sentire il canto degli uccelli con le finestre aperte. respira aria buona di notte. E invece…”

Sotto casa  sua apre un bar  di ” tendenza” che attraverso un cavillo si trasforma in discoteca abusiva. Ogni notte fiumi di musica rock dal vivo.  Ma tollerata dall’Ufficio Inquinamento di Milano. Senza nessuna insonorizzazione. Non dorme tutta una via: si chiama Sergente Pepper,  il locale, e uno dei due gestori  minaccia: ” mio padre lavora per il comune, fate pure gli esposti che volete, tanto non serviranno a niente.”

Promessa mantenuta : invano Odette e tutto il condominio, insonne per il fracasso degli amplificatori e dei concerti abusivi  ,firma esposti all’Ufficio Inquinamento Acustico.. Odette  va persino a testimoniare da un magistrato, il procuratore Cerrato, a cui si sono rivolti esasperati una decina di abitanti della via.. Niente da fare: ” sono cinque anni che non dormo, non ce la faccio più… il rumore mi uccide Finita la discoteca, alle due incominciano i bonghisti, poi gli ubriachi poi alle 4 arriva la nettezza urbana… Se protesto, gli ubriachi mi minacciano ”

Inspiegabilmente, l’ufficio Inquinamento Acustico non sigilla gli amplificatori del bar che uccide lentamente Odette: i concerti ( legalizzati dal Comune) rendono invivibile la notte a  tutto il condominio, ma i due localari che gestiscono il bar discoteca se la ridono.  Odette  chiama i vigili, la polizia, nessuno interviene: e infine , dopo aver raccontato la sua storia a una cronista del Giornale, muore disperata. Di stress per il continuo baccano di quel  bar che ora ( vendetta del mercato…) è fallito. Nessuno, dal Comune, va ai suoi funerali ” E’ morta di un virus ai polmoni, non mi movida” ha assicurato l’assessore alla Sicurezza Granelli.

Ma ecco la storia di Alberto Gessner, abitante nella stessa via di Odette. ” Era giugno di due anni, rincasavo con mia moglie sopra il mio furgone e non potevo entrare nella via perché un folto gruppo di balordi ubriachi  e di spacciatori droga stazionava davanti al bar Banco, come ogni sera. Inutile chiamare la polizia: non vengono, dicono che hanno avuto l’ordine di non entrare nella via. Chiedo di passare, e  il gruppo di avventori del Bar Banco, tutti ubriachi e drogati,  mi tempestano di pugni, Rientro nel furgone, mi barrico dentro, quelli tentano di rovesciare il furgone:  rischio il linciaggio, Mia moglie riesce a scappare, si rifugia dentro a un altro bar, esce il proprietario e ci  scorta dentro casa. Siamo in salvo, Il furgone è circondato dagli avventori del Bar Banco, che gridano, inveiscono… Chiamo i Carabinieri. Dopo mezz’ora arrivano quattro pattuglie, ma si fermano all’inizio della via. Noi non possiamo entrare nella via, mi dicono. Hanno paura. Sono stato costretto ad andare io da loro, attraversare la via ancora piena di ubriachi che mi minacciavano per arrivare dai carabinieri che aspettavano all’angolo. Ho fatto regolare denuncia, ma il bar è sempre aperto e nessuno è stato sanzionato.”

Risposta dell’assessore alla Sicurezza Granelli. ” il bar ha tutte le licenze in regola, non possiamo chiuderlo”

Ultima vittima, Gabriele Sinopoli, 63 anni .E’ morto di percosse. Dopo un calvario d’interventi chirurgici al cervello, terapie intensive, ripetuti coma, emorragie, infezioni, crisi epilettiche, è morto. Gabriele era fratello di Giuseppe, il celebre direttore d’orchestra stroncato da un infarto sul palco, a Berlino, nel 2001. Aveva 63 anni, era già fragile per un precedente trapianto al fegato, e lascia orfano un bimbo di dieci. Nel 2012 fu vittima di un pestaggio, a Mestre, da parte di sei giovani inferociti per essere stati «disturbati», con la richiesta di spostarsi dalla strada e permettere alla sua macchina di passare, nel loro appuntamento serale con lo spritz a basso costo: un euro e mezzo l’uno, per invogliarne il consumo. Lo hanno preso a pugni lì sul posto, per poi massacrarlo sotto casa, dove l’avevano inseguito. Nessuno ha passato un giorno in carcere.

Poteva capitare anche ad Alberto, ma lui si è salvato.

Avverte Marzio Breda sul  Corriere:”il rito dell’aperitivo con la definizione gentile di happy hour , la gara a sballare di bicchiere in bicchiere (lo chiamano binge drinking ed è una moda che per l’Istat coinvolge 8 milioni di ragazzi tra gli 11 e i 15 anni) può essere un inferno”.

Ma nessuno interviene, nessuno ferma la mattanza contro gli anziani che la movida, cancro rumoroso delle strade, compie  ogni notte, nell’indifferenza.

E di storie come quella di Alberto, di Gabriele, di Odette ce ne sono a centinaia..

Con cinismo, gli amministratori  cercano di insabbiare i casi , di negare l’evidenza. .Ecco allora due storie raccontate in video, che possono  testimoniare  ancora meglio la mattanza: la patetica musica che un fisarmonista rom, ogni giorno all’angolo della via a chiedere l’elemosina, ha dedicato a Odette quando ha saputo che era morta per lo stress di 5 anni di rumore, di concerti abusivi, di bongos.

“La vedevo ogni mattina quando Odette andava al lavoro, e  lei si fermava per regalarmi un soldino. Poi un giorno non l’ho più vista. Allora ho saputo. Da allora suono questa triste nenia dedicata al suo ricordo” racconta Christian.

Fantasie, dirà l’assessore Granelli. Un altro video  gli ricorda l’insicurezza in cui vivono i milanesi, grazie alla movida sui Navigli. Un’altra storia  , il racconto drammatico di una residente,  in attesa di una ambulanza  ferma tra i tavolini dei bar…Una storia per fortuna a lieto fine, ma che descrive bene l’inferno dove sono precipitati  migliaia di residenti , nel girone dello spritz.Che uccide come l’amianto.

 

https://www.youtube.com/watch?v=-FscOmPmu

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *