PARMA . La movida selvaggia ricomincia: a prescindere da Pizzarotti

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Credevamo che, dopo l’intervista al sindaco Pizzarotti e le sue rassicurazioni,  la movida educata avesse debuttato a Parma, come luminoso esempio per le altre città. Non è così. Ecco un tour notturno; Via D’Azeglio, in piena movida,  piena di persone, che “popolano” i locali fino all’alba. Gruppi di sballati  che cantano, fanno cori e urlano in strada. Cori che per qualcuno possono apparire gioiosi, per altri possono essere un grande fastidio.

Caos e insonnia: i residenti riuniti in comitato, protestano per i decibel della movida che si svolge sotto le finestre di casa loro.

Gabriela Moroni, per il comitato di Strada d’Azeglio, invia un video come «documentazione di ciò che dobbiamo subire quasi tutte le notti. I video si riferiscono all’ultimo fine settimana dalle ore 1 alle 4, con bar aperti e dopo la chiusura». Gabriela Moroni auspica che le autorità facciano in modo di «ripristinare l’ordine e la legalità».

Flash back. Solo un mese prima, lo stato delle cose veniva  sintetizzato dal titolo della Gazzetta di Parma, il quotidiano della città: “La movida  per ora non cambia, ma si lavora alle nuove regole”. Ovvero, in Municipio era in via di ultimazione un nuovo “Regolamento per la convivenza”.

Intanto si aspetta. Sarà la volta buona ? Tra i residenti,  nascono proposte che mandano a Pizzarotti: qualcuno è arrivato a proporre di spostare la movida in periferia, sollevando l’ennesima levata di scudi: e la proposta sembra già accantonata. Quindi il “regno” della movida resta diviso  tra via Farini e via D’Azeglio, due strade centralissime: nell’attesa che qualcuno trovi la quadratura di un cerchio che contiene frequentatori, commercianti e residenti.

La parola al popolo dei “ modivari”.Federico Pozzi ribatte:” qualcuno che abita in via D’Azeglio, che dice che la movida va estirpata come la gramigna. E che i locali devono chiudere alle 22 tutte le sere. A questi signori, che vorrebbero la via deserta, vorrei dire che si devono rassegnare. La movida non si può spostare in un campo. La movida sta dove ci sono i locali che danno da bere e fanno musica. La movida non chiude alle 22. A quell’ora, cari signori, la movida comincia. E finisce quando ci pare perché la casa è privata ma la strada è pubblica. Giusto non disturbare la quiete pubblica dopo una certa ora (diciamo le 2 ) ma noi ragazzi stiamo in strada a chiacchierare senza fare nulla di male”

Risponde un residente che ostenta una foto che, oltre a evidenziare il “tradizionale” strascico di sporcizia in alcuni angoli, mostra un particolare inquietante sulle scale di un: una siringa. Un aspetto – su cui riflettere e da analizzare attentamente – che potrebbe segnare il ritorno dell’eroina nel mercato – e nell’utilizzo – della droga.

E il dibattito a Parma sfiora le prossime elezioni europee:

“Non posso che comprendere l’esasperazione dei residenti di Via D’Azeglio e il loro malessere nei confronti della movida che, anziché rappresentare un’opportunità di rilancio economico e turistico dell’Oltretorrente, è diventata semplice bivacco o occasione per schiamazzo. Questo è il risultato di una non-politica in materia da parte di questa Giunta, che ha deciso di latitare sul problema, rispetto al quale dovrebbe, invece, essere sensibile, essendo molti militanti del Movimento 5 Stelle giovani frequentatori della movida parmigiana. “tuona  Andrea Casale, candidato dell’Italia dei Valori alle Elezioni Europee.

Però non dice come risolvere il problema:

“estirpare del tutto l’evento con la chiusura dei locali alle 22 non è ovviamente la strada percorribile, ma è necessario pensare a come organizzare meglio le serate, prendendo, magari, in considerazione i seguenti punti: 1) chiudere Via D’Azeglio al traffico e permettere il transito solo ai residenti; 2) valutare una movida “itinerante” che tocchi ogni settimana un quartiere diverso e non sempre Via D’Azeglio; 3) organizzare attività culturali e per bambini al fine di coinvolgere anche le famiglie (con l’aiuto delle associazioni culturali e non della città), affinché non ci si trovi in presenza di una semplice occasione di bivacco; 4) aumentare i controlli della polizia durante lo svolgimento della movida”.

Proposte e paliativi, già sentiti in altre città:

Un numero verde «anti-movida», o meglio di «pronto e assoluto» intervento, propone infine il  Comitato dei residenti di via D’Azeglio .Che mette i puntini sulle «i» e aggiorna sull’aspra battaglia che infuria attorno al nuovo regolamento per la Parma by night. «A breve avremo un incontro con il neocomandante della Municipale – rimarcano i rappresentanti, che mettono le mani avanti -. Sia ben chiaro però che invitiamo tutte le istituzioni ad assumersi le loro responsabilità».

Ancora una volta la voce degli abitanti della strada tuona contro «i risultati mancati – spiegano -. Pretendiamo di essere tutelati tanto quanto chi frequenta lo stadio alla domenica in tutta sicurezza ». 
In altre parole propongono un numero verde «mirato» per la zona «ma che garantisca un tempestivo intervento da parte di vigili o forze dell’ordine».

Una buona idea.

 

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