BOLOGNA – la lunga marcia dei residenti del Pratello

E’ il regno degli universitari, ma anche del caos notturno e  della malamovida:    già  un decennio fa, il sindaco di allora, Cofferati, aveva chiuso diversi locali , cercando di regolamentare la notte.  Il Tar gli aveva dato ragione( vedi il nostro video ). Era quasi preistoria: ora, il suo successore, Merola, appare inerte nell’emanare provvedimenti sulla limitazione della movida notturna e dell’inquinamento acustico. Gli abitanti del quartiere  di nuovo si mobilitano e chiedono alla amministrazione pubblica  nuove  ordinanze.

Quindici residenti del Pratello vanno di muovo al Tar contro il sindaco di Bologna, Virginio Merola. Ed è  stato notificato al primo cittadino il ricorso contro la sua “inerzia” nell’emanare “provvedimenti a tutela della salute dei residenti di via del Pratello. Nel ricorso, presentato dal legale Antonello Tomanelli (che assiste anche i residenti di un’altra via calda, via Petroni) si chiede che Merola, “che ha l’obbligo di contrastare l’inquinamento acustico, emani un’ordinanza analoga a quella vigente in via Petroni”, risalente a settembre 2012 (subito dopo i rilievi fonometrici effettuati da Arpa Emilia Romagna). L’ordinanza, chiedono i ricorrenti, deve fissare precisi limiti di orario, ovvero l’una di notte per gli esercizi di somministrazione, le 23 per i laboratori alimentari (pizzerie d’asporto, kebaberie etc.), le 22 per gli esercizi di vicinato. Ciò, spiega il ricorso, “sul presupposto che aree interessate dal medesimo inquinamento acustico vadano regolamentate nello stesso modo, per non violare il principio di non discriminazione, contenuto nel regolamento di polizia urbana ma di chiara origine comunitaria. Discriminazione che riguarda non solo residenti di diverse aree, ma anche gli stessi commercianti”. L’Arpa, dicono i ricorrenti, “ha rilevato in via del Pratello il superamento dei limiti di legge nel 2004 e nel 2010, e il sindaco non ha mai preso alcun provvedimento. Nel maggio 2013 i residenti hanno chiesto al sindaco di incaricare Arpa di effettuare ulteriori rilievi fonometrici, ma il sindaco non ha dato alcuna risposta”. Perciò, i residenti “hanno incaricato un ingegnere, tecnico competente in acustica ambientale, che nell’ottobre 2013 ha rilevato sforamenti dei limiti di legge fino a 32 volte. Tali dati sono stati immediatamente comunicati al sindaco, che però non ha preso alcun provvedimento”. Si chiede, pertanto, “che il Tar Emilia Romagna accerti la sussistenza dell’obbligo del sindaco di emanare un provvedimento analogo a quello già emanato per via Petroni, sussistendo i medesimi presupposti,  non residuando più alcuna discrezionalità amministrativa e non essendo necessari ulteriori atti istruttori. Date la scarse probabilità che il sindaco si attivi spontaneamente, si chiede che nella sentenza venga nominato un commissario ad acta”.

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