NAPOLI: la movida selvaggia ormai criminale semina il terrore in interi quartieri

NAPOLI: la movida selvaggia ormai criminale semina il terrore in interi quartieri, il sindaco De Magistris si dimostra totalmente incapace o impotente a governare la città

Spari in movida Napoli, 4 ragazzi feriti 16enne colpito al petto in prognosi riservata, non rischia vita

NAPOLI, 19 NOV – Quattro giovanissimi feriti da colpi di arma da fuoco: è il bilancio di una sparatoria avvenuta la scorsa notte in via Carlo Poerio, nel quartiere Chiaia, tra i crocevia più affollati della movida napoletana. Sull’episodio indaga la polizia: a quanto pare gli spari sarebbero avvenuti in seguito a una lite tra due comitive. Coinvolto un gruppo di ragazzi tra i 14 e i 19 anni, alcuni dei quali provenienti dall’hinterland partenopeo e già noti alle forze dell’ordine. Il ferito più grave è un sedicenne, colpito al torace, ricoverato con prognosi riservata. Ferita al petto anche una ragazza di 19 anni, che dovrà essere operata per estrarle un proiettile dal seno. Nel bilancio dei feriti anche un ragazzo che ha riportato la frattura del setto nasale, probabilmente in seguito a una caduta.

Sparatoria nel cuore della movida ragazzi sotto tiro, sei feriti: è paura

Napoli, colpi esplosi ad altezza d’uomo da due pistole: vendetta dopo la rissa

Movida di sangue, alba di paura, choc a Chiaia. Rabbia e impotenza tra i residenti, costretti ad assistere ad un altro – l’ennesimo – episodio di guerriglia urbana, tra baretti e localini, paninoteche e night sbocciati come funghi nei vicoletti del quartiere.

I fatti. Sono le tre passate di domenica mattina, tra via Carlo Poerio e via Bisignano, quando due aspiranti killer fanno fuoco nel pieno della folla di giovani che ancora si attarda all’esterno dei locali. Sei colpi esplosi da due pistole differenti puntate rigorosamente ad altezza d’uomo, proiettili che solo per miracolo non provocano morti. Bilancio comunque gravissimo, con sei minorenni feriti e costretti alle cure mediche in due ospedali cittadini. Cosa è successo nelle strade più «in» della movida cittadina? Una zuffa tra gruppi di minorenni, poi degenerata in un regolamento di conti a mano armata, con un agguato a senso unico: chi ha sparato lo ha fatto per uccidere, magari per lavare con il sangue un affronto subito pochi minuti prima. Tutto è accaduto a cento metri da un presidio di polizia ed esercito, costretto a superare una folla di ragazzi in fuga per dare inizio alla caccia agli aspiranti assassini.

Indagini serrate, fino alla tarda serata di ieri convocati in Questura almeno una decina di giovanissimi. Arrivano in via Medina senza avvocati e sono sospettati di aver preso parte alla zuffa iniziale: individuati grazie alle telecamere della zona, rischiano una denuncia per rissa e finanche per favoreggiamento, qualora dovessero risultare omertosi verso chi ha premuto il grilletto puntando nel mucchio. Audizioni di testimoni coordinate dal pm anticamorra Mariella Di Mauro e del pm dei minori Claudia De Luca, due magistrati che hanno seguito le indagini della polizia fin dalla notte scorsa. Ma torniamo ai feriti. Ospedale Loreto Mare, in pochi minuti arrivano tre sopravvissuti: si tratta di una ragazza di 14 anni, residente al corso San Giovanni, ferita da un proiettile alla gamba destra; poi tocca ad un altro teenager, un 16enne residente in via Comunale Ottaviano (quartiere di San Giovanni)

Da un lato c’è una comitiva che proviene dall’area orientale, dall’altro c’è un gruppo proveniente dal versante opposto, vale a dire Fuorigrotta e Pozzuoli. Bande a tutti gli effetti, che si ritrovano a condividere pochi metri quadrati, in un pericoloso gomito a gomito. Baretti aperti, musica ancora ad alto volume, cocktail esplosivo. È bastato uno sguardo, un apprezzamento, una foto con il cellulare o una precedenza non data a far scoppiare la rissa tra quelli di Napoli est e quelli dell’area ovest. Non è chiaro quale fosse il ruolo dei tre giovanissimi di Quartieri e Pallonetto, dal momento che – pur disponendo delle immagini della rissa – non è facile distinguere il ruolo dei singoli protagonisti. Lessico e mentalità stile Gomorra, dal momento che la lite è scoppiata per una questione di possesso di un angolo di marciapiede: «Qua ci stiamo noi, fatevi più in là…». Botte, urla, spintoni, paura. Una bolgia, quando qualcuno ha anticipato tutti esplodendo colpi contro i rivali. In azione, uno o due pistoleri, dal momento che sono stati refertati proiettili di calibro diversi: si tratta di giovanissimi che escono di casa armati, che si calano nella movida napoletana con un coltello o con una pistola, senza avere un motivo valido per impugnare un’arma. Ore di lavoro in via Medina, fino a tarda notte si rivedono immagini e fotogrammi, mentre i dieci sospettati di aver preso parte alla rissa continuano a recitare il proprio copione. Ripetono tutti la stessa cosa: «Non so cosa è successo, ho solo sentito delle botte e ho capito che erano colpi di pistola… poi sono scappato…».

I Formicola Un 16enne risulta legato al clan a suo carico ci sono alcune segnalazioni L’ipotesi La rabbia è esplosa per un pezzo di marciapiede «Qua ci stiamo noi andate subito via» I sospetti Fino a tarda sera sono stati interrogati 10 protagonisti della lite Riconosciuti grazie ai video L’omertà I ragazzi si sono limitati a raccontare la serata proteggendo gli autori dell’aggressione La pista Indagini sul branco proveniente dalla zona occidentale Erano usciti già armati