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Movida, fanno causa al Comune e ottengono 50mila euro di danni a Brescia

Troppo rumore? Colpa dell’amministrazione che non fa nulla. Tra i residenti che hanno chiesto e ottenuto il risarcimento anche il fratello dell’ex sindaco che cominciò la battaglia legale quando l’altro era ancora primo cittadino

Fanno causa al Comune per i danni da movida e vengono risarciti. E’ successo a Brescia, dove per gli schiamazzi notturni e i disagi provocati dalla movida nello storico quartiere Carmine in centro, l’amministrazione è stata condannata in sede civile a risarcire di 50mila euro. Due i residenti che avevano fatto causa: il tribunale civile ha accolto le loro istanze e emesso una sentenza che obbliga Palazzo Loggia a versare 50mila euro ai ricorrenti. Uno dei due è il fratello dell’ex sindaco, Gianfranco Paroli, fratello appunto di Adriano Paroli eletto con il centrodestra, che cominciò la battaglia legale contro la movida fracassona già ai tempi in cui l’altro era primo cittadino.

Nei confronti dei due residenti sono stati riconosciuti danni biologici e patrimoniali per la movida “a causa del rumore antropico per gli schiamazzi di avventori di alcuni locali che stazionano nei pressi dei plateatici o dei locali su suolo pubblico”, scrive il giudice del tribunale civile di Brescia Chiara D’Ambrosio nella sentenza di condanna per il Comune di Brescia. “È innegabile – si legge ancora – che l’ente proprietario della strada da cui provengono le immissioni denunciate debba provvedere ad adottare le misure idonee a far cessare dette immissioni. Deve quindi essere ordinata al Comune convenuto la cessazione immediata delle emissioni rumorose denunciate mediante l’adozione dei provvedimenti opportuni più idonei allo scopo. Vi è stata una carenza di diligenza da parte del Comune”, prosegue il giudice intimando di “riportare dette immissioni entro la soglia di tollerabilità”.