Droga, a Milano è allarme pastiglie: l’ultima emergenza è l’abuso di antidolorifici e antidepressivi

Un’indagine della Ats rivela che sono almeno 30mila i milanesi che li assumono senza controllo e sono a rischio dipendenza. E c’è anche il problema dell’abuso di alcol: il 27 per cento degli under 34 si ubriaca almeno una volta al mese

Antidolorifici e psicofarmaci assunti, senza prescrizione, da almeno 30mila persone. Il gioco d’azzardo che conta almeno 24mila scommettitori compulsivi. E la cannabis fumata, ogni giorno, da 10mila giovani sotto i 34 anni. Sono i risultati principali della nuova indagine sul consumo di droga a Milano realizzata dall’Ats. Tremila questionari anonimi, sottoposti ad altrettanti milanesi tra i 14 e i 65 anni, che hanno risposto nel 2015. E che scattano una fotografia dell’uso, e abuso, di sostanze psicoattive in città, soprattutto tra i più giovani.

La ricerca sarà al centro di un convegno al Sert 1 di via Ippocrate, durante il quale i medici e alcuni pazienti faranno un bilancio dell’attività del centro. Che dal 2010 a oggi ha seguito oltre 4mila persone, con un incremento in sei anni del 20 per cento. Un piccolo esercito. Che, in generale, rispecchia la situazione di Milano: circa il 14 per cento dei cittadini, secondo l’indagine dell’Ats, fa uso di sostanze psicoattive. Più di 100mila persone, che tre volte su quattro sono sotto i 34 anni. La sostanza più consumata è la cannabis, utilizzata dall’11,5 per cento della popolazione, contro il 9,2 della media nazionale. Spesso in associazione con altre, come la cocaina e l’eroina. Che viene consumata da appena lo 0,3 per cento della popolazione, “ma ha un picco dell’1 per cento – spiegano dall’Ats – tra i giovani tra 25 e 34 anni, per il quale siamo in allerta”.

Ma è sull’assunzione senza ricetta di medicinali a base di oppiacei e benzodiazepine che l’Ats lancia l’allarme. Visto che gli antidolorifici vengono assunti, senza ricetta, dall’1,5 per cento dei milanesi. E gli antidepressivi dal 4,1. Calcolatrice alla mano, il 3,6 per cento della popolazione – almeno 30mila persone – assume questi farmaci senza controllo. Ed è a rischio dipendenza. “Il fenomeno, che qui è ancora un tabù, è emerso già da anni negli Usa – ragiona Riccardo Gatti, che in Ats dirige il dipartimento dipendenze -. A Milano se si guarda ai numeri assoluti, coloro che assumono senza prescrizione farmaci usati per la terapia del dolore sono più degli eroinomani: il problema c’è, ed è grave”.

Ma come se li procurano? “C’è chi inizia ad assumerli perché gli sono stati prescritti, e poi continua. Chi li acquista online, e chi riesce a farseli dare dal farmacista, poiché cliente abituale: i modi sono molti, e il tema è controverso anche perché si parla di sostanze legali, che per la terapia del dolore o i problemi psichici devono essere usati – spiega Gatti -. Purtroppo, questi numeri sono solo la punta dell’iceberg: se si considera, per esempio, anche il mercato dei farmaci del doping, i dati salgono ancora. È per questo che bisogna parlarne e fare campagne di prevenzione e sensibilizzazione”.

C’è poi il problema dell’abuso di alcol: il 27 per cento degli under 34 milanesi si ubriaca almeno una volta al mese, e in un terzo dei casi con il “binge drinking”, gli shot di superalcolici mandati giù uno dietro l’altro. “Tra i giovani, e in particolare i minori, negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento dei consumi di droga e alcol”, conferma Rossana Giove, che dirige il Sert 3 e ha ideato Spazio Blu, il centro dove vengono presi in carico minori e ragazzi fino a 25 anni che non hanno solo un problema di dipendenza. Ma hanno anche commesso un reato, e per questo devono essere seguiti in base alle disposizioni del tribunale dei Minori: nei primi dieci mesi del 2016 sono

stati 406 i giovani assegnati dai magistrati alla struttura. Contro i 336 del 2015: l’aumento è del 20 per cento in meno di un anno. E del 26 se si va a ritroso fino al 2013. “Il fenomeno è in crescita: abbiamo notato un aumento delle ragazze, nonché del consumo di eroina – spiega Giove – . Per questo, è necessario fare prevenzione, con le famiglie e con le scuole. Per far capire i danni che l’assunzione di queste sostanze può comportare”.