TORINO: TRAGICO RITORNO “IN GRANDE STILE” DELL’EROINA

TORINO: TRAGICO RITORNO “IN GRANDE STILE” DELL’EROINA, LE MULTINAZIONALI DELLA DROGA HANNO PIANIFICATO UNA NUOVA INVASIONE DELLA DROGA MORTALE, ENNESIMO SEGNO DI DEBOLEZZA E IMPOTENZA AD ARGINARE SUPER REDDITIZI TRAFFICI DI MORTE SOPRATTUTTO PER I GIOVANI

Allarme a San Salvario: “L’eroina dilaga, torna il buco per strada anche a mezzogiorno”

La denuncia e di residenti e gestori dei locali che hanno anche scritto al Comune

«QUALCUNO vada in farmacia, correte a prendere il Narcan! Il mio amico sta male». Ore 13 in largo Saluzzo. La ragazza urla e un gruppo di passanti si stringe attorno a un ragazzo in overdose, privo di sensi, riverso a terra in una posa innaturale. Ad assistere alla scena ci sono anche un cronista e un ristoratore. Stanno proprio discutendo dell’eroina che da qualche tempo è tornata a riempire i marciapiedi di San Salvario, quando la realtà li investe con una drammaticità che non si aspettano. «In quasi nove anni che siamo qui la situazione non è mai stata così grave», afferma Paolo Fantini, titolare assieme a Gianluigi Desana e cuoco di “Scannabue”, il ristorante che tra i primi ha contribuito alla riqualificazione di largo Saluzzo. «Da tre, quattro mesi c’è stato un fortissimo peggioramento – continua il ristoratore – le strade si sono riempite di eroinomani con le siringhe nel braccio o nel collo. Si bucano ovunque, tra le macchine, nei déhors, a ogni ora. Ieri notte due ragazzi del ristorante sono stati aggrediti mentre buttavano l’immondizia, attaccati da un tale fuori di sé armato d’una bottiglia rotta». Proprio mentre Fantini racconta, dalle vetrate del suo locale, davanti alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo, si vede l’ambulanza che soccorre il giovane. Codice giallo al Mauriziano, se la caverà.
Ma resta l’inquietudine. «Portare qui la famiglia sta diventando un problema. Stiamo per scrivere al Comune e alle forze dell’ordine per chiedere interventi urgenti» ammette il cuoco di “Scannabue”. Conosce bene la zona, ci abita e ci lavora. Ha scommesso su queste strade quando ancora non erano di moda e per certi versi sembra di essere tornati agli anni 80. Solo che adesso l’eroina costa meno. Uno spacciatore chiede 45-50 euro per un ovulo da un grammo, con l’involucro giallo, ma scende anche a 35 e, se non li hai, accetta anche un cellulare o una collanina.
La gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti. Anche i nostri: andando verso via Nizza passiamo davanti a due tossicodipendenti che si stanno bucando, ne incrociamo uno che cammina con la siringa sull’orecchio a mo’ di matita o sigaretta, e ad altri due che si rinfrancano alla fontana di largo Marconi.
«Siamo molto preoccupati – afferma Davide Ricca del Pd, presidente della circoscrizione 8 – Ho appena ricevuto le mail mandate da tre madri perché i figli, tornando a casa da scuola, avevano visto gente con la siringa nel braccio in mezzo alle macchine. E molte altre persone sono venute a raccontarmi scene simili». Finora non è stato registrato un incremento di scippi o furti collegati alla dipendenza dalla droga, «ma molti dicono di essere stati minacciati e insultati dai tossicodipendenti – continua Ricca – Tuttavia la gente continua a voler venire a vivere a San Salvario e quindi non credo che il “sogno” di vedere questo quartiere riqualificato si sia infranto. Però occorre prendere provvedimenti e abbiamo già avviato un dialogo con le forze dell’ordine».
Una volta c’era la postazione fissa davanti alla sede della Lega Nord, in largo Saluzzo, che teneva alla larga i malintenzionati. Polizia, carabinieri e vigili urbani hanno da tempo attivato servizi specifici nel quartiere, anche per controllare i localidella movida, e ogni giorno qualche spacciatore finisce in cella. «Ma non confondiamo il problema dei tossici con la questione della cosiddetta movida – precisa Alessandro Gualano, anima de La Cuite, il bistrot di via Baretti – Anzi, i locali e le loro luci sono i primi deterrenti. Finirà che oltre a pagarci la sicurezza per evitare gli schiamazzi dovremo procurarci anche le guardie per garantire l’incolumità dei clienti».

IL CASO. Spacciatori scatenati a San Salvario e l’eroina in vena tra le auto in sosta

 

IL CASO. Spacciatori scatenati a San Salvario e l'eroina in vena tra le auto in sosta

Fermi agli angoli delle strade o appoggiati alle auto in sosta. Tanto di giorno quanto di sera. Nell’attesa di un cliente pronto ad aprire il portafoglio per riempirsi le tasche di droga. La San Salvario che fa paura è quella che deve fare i conti con gli spacciatori africani che bazzicano via Ormea, via Foscolo e via Cellini. Tenendo in tasca qualche dose e nascondendo tutte le altre tra le ruote delle auto, in mezzo alle aiuole o magari dentro edifici ormai abbandonati, come l’asilo di via Petitti. Ma c’è anche un’altra San Salvario che lascia basiti, quella dei tossici in astinenza che si bucano in pieno giorno tra le auto in sosta. Con tanto di laccio emostatico in bella vista. E il rischio, concreto, di farsi beccare sul fatto da un qualsiasi passante. Ne sa qualcosa l’Amico Reporter Enzo che ieri mattina ha immortalato un uomo accovacciato in corso Marconi, pronto a drogarsi davanti a tutti. Senza ritegno.

Loro, i tossici, sono le “vittime” dei pusher di zona. Di quelle sentinelle che si piazzano tra la strada e il marciapiede. Basta poco per incrociare i loro occhi e la loro bocca, pronta a proporti cocaina o eroina a buon prezzo.