In tutta Italia continua l’effetto devastante, soprattutto per i giovani e i giovanissimi, della degenerazione del fenomeno “movida”

In tutta Italia continua l’effetto devastante, soprattutto per i giovani e i giovanissimi, della degenerazione del fenomeno “movida”. Il dilagante eccesso di consumo di alcol determina coma etilici e pesanti ripercussioni sulla salute soprattutto per il cervello e il fegato, mancano a oggi progetti organici e strutturali da parte delle Amministrazioni locali e dello Stato per governare un fenomeno che sta distruggendo intere generazioni.

Beve otto “shortini” a base di vodka Ragazzina 13enne in coma etilico

 RIMINI – Otto “shortini” a base di vodka possono metrtere in crisi un accanito bevitore, figuriamoci una ragazzina di 13 anni. Ed infatti è finita in coma etilico a soli 13 anni dopo aver bevuto superalcolici a una festa in spiaggia. È accaduto nella notte tra sabato e domenica a Rivabella, nella zona di Rimini Nord, dove la ragazzina riminese aveva preso parte a una festa sulla spiaggia insieme ad altri amichetti, tutti minorenni. Nonostante la legge e le ordinanze vietino la somministrazione di alcolici a minori di 18 anni, la giovane, stando ai racconti degli amici, aveva bevuto otto bicchierini di superalcolico, a quanto pare vodka. Allontanandosi dal luogo della festa ha iniziato a sentirsi male e si è accasciata lungo la strada. Un uomo le ha prestato soccorso e ha chiamato ambulanza e carabinieri che ora stanno svolgendo tutti gli accertamenti per individuare chi le aveva venduto l’alcol. La ragazzina, portata all’ospedale Infermi di Rimini, è stata tenuta per tutta la notte in osservazione. Dalle analisi del sangue è risultato un tasso alcolico pari a 1,8.

San Benedetto, gli sballati della movida
diventano un costo per la sanità

SAN BENEDETTO Arrivano così sedati che potrebbero aver avuto anche un trauma cranico o talmente agitati come in preda a un’encefalite. E invece, magari no, sono solo giovani che hanno alzato troppo il gomito durante le notti della cosiddetta movida. Tanto sballati però, da impegnare, per salvarsli, il personale del pronto soccorso. Tanto sciocchi da andarsene dopo poche ore addirittura con le proprie gambe. Sono i ragazzi del sabato sera ma non solo. Quelli che “intasano” il pronto soccorso, di notte, soprattutto nelle serate d’estate. «Ne arrivano sempre di più – ammette il dottor Groff, primario del reparto di emergenza urgenza -, forse perché quest’anno c’è stato un aumento dei turisti o perché la città attira sempre di più i giovani che vogliono farsi del male. La loro gestione è, comunque, molto complicata. Molti non sono in grado di riferire i sintomi, ad esempio. E quindi vanno praticate loro tutta una serie di analisi che impegnano a fondo il personale. Non possiamo infatti escludere a priori che non abbiano patologie gravi e quindi, dalla Tac agli esami più complessi, c’è da stargli dietro. Spesso non possono restare soli sia perché potrebbero mettere a soqqadro tutto, quando magari, intorno ci sono altri pazienti anche gravi, o perché sono oggettivamente in condizioni molto serie all’inizio. Risalire al fatto che hanno bevuto e cosa è già un’impresa, quando poi non hanno aggiunto pasticche o altri tipi di droghe che rendono la loro condizione ancora più delicata e per noi importante».