Genova :Movida, il regolamento funziona. I bengalesi mettono in vendita i market

Quando il Comune mette in atto provvedimenti davvero efficaci le cose si muovono

 

Molti negozi degli stranieri e diversi artigiani alimentari hanno già raggiunto la “somma di ammonizioni” dopo la quale il provvedimento comunale prescrive la tassativa chiusura a mezzanotte. Un locale si fa promozione con un volantinaggio: <Chupito a 1 euro>

Arrivano i primi segnali confortanti sugli effetti del regolamento per la vivibiltà e la convivenza tra la movida e gli abitanti del centro storico. Anche se mancano ancora le ordinanze che rendranno ancora più difficile la vita alle attività che fanno o favoriscono il chiasso, il disordine e l’ubriachezza molesta, a distanza di poco più di un mese dall’approvazione i gestori bengalesi dei mini market, costretti a smettere di vendere alcol a mezzanotte e sanzionati se non lo fanno e non imediscono l’accesso alle bevande alcoliche da parte della clientela, cominciano a mettere in vendita i loro negozi. Ad esempio quello all’angolo tra vico Chiabrera e Canneto il Lungo, il cui titolare sta andando in giro tra i gestori di pubblici esercizi per offrire l’attività. Altri gestori si starebbero guardando in giro perché hanno capito che i controlli della polizia municipale del Commercio sono quotidiani e decisi. Come promesso, gli assessori che hanno strutturato il regolamento con le associazioni di categoria dei pubblici esercizi e con gli abitanti, la responsabile della Legalità Elena Fiorini e quello del Commercio Emanuele Piazza, hanno messo in campo controlli puntuali da parte dei cantunè. Risultato: i market hanno cominciato quasi tutti a chiudere spontaneamente a mezzanotte e molti artigiani alimentari italiani e stranieri che hanno continuato a dare da bere oltre che da mangiare allo scoccare dei dodici rintocchi hanno già raggiunto la “somma di ammonizioni” necessaria a far scattare l’obbligo di chiusura totale proprio a quell’ora. Sarebbe il caso, ad esempio, del Jamaica in piazza delle Erbe.
Restano, purtroppo, alcuni dei problemi su cui si dovrà incidere chirurgicamente: le attività che si ostinano a vendere alcol a fiumi a prezzo stracciato (i locali prediletti dai giovanissimi che ogni sera di movida rischiano il coma etilico) e quelle alle quali un’epserienza ultraventennale serve fondamentalmente a conoscere meccanismi e orari delle verifiche in modo da eluderle. È il caso di un locale in San Bernardo che, come testimoniano gli spazzini che operano in zona, non apre fino alle 22/22,30, poi resta aperto con la saracinesca a mezz’asta (e continuando a vendere vino) fino alle quattro o alle cinque del mattino
Particolare impressione (negativa) a tutti i soggetti che “remano” per contemperare le esigenze, far vivere i residenti più tranqulli e mantenere aperti quei bar e ristoranti che rispettano le regole e contribuiscono alla vivibilità del quartiere ha fatto il volantinaggio del locale di via Giustiniani “I due colpi”. Il titolare ha fatto effettuare un fitto volantinaggio dove promette “chiupiti” a 1 euro e “colpi” cocktail a 3 euro. La limitazione scritta nel regolamento riguarda non il prezzo (sarebbe difficile applicare regole di regolazione dei cartellini in un’economia di libero mercatoquale è la nostra), ma gli sconti. Il volantino, non tocca questo tasto ma si limita a proporre i propri prezzi. Certo è che l’iniziativa non è piaciuta all’amministrazione, agli abitanti e ai colleghi del titolare. Tra l’altro, il suo è uno dei punti vendita di alcol che più lamentele da parte dei residenti ha raccolto negli ultimi tempi e certamente, adesso, il pressing dell’amministrazione della polizia municipale sarà strettissimo.