Bologna : Movida in zona universitaria, il Consiglio di Stato dà ragione ai residenti

Bocciati i ‘patti di collaborazione’ per ottenere orari di apertura più lunghi siglati col Comune di Bologna da una cinquantina di gestori

Bologna, 22 gennaio 2016 – Il Consiglio di Stato dà ragione ai residenti della zona universitaria e boccia i patti di collaborazione siglati col Comune di Bologna da una cinquantina di gestori: in sostanza, “in teoria da stasera”, le serrande di tutti i locali andranno abbassate all’una come per via Petroni.

La svolta è nell’ordinanza emessa ieri dal Consiglio di stato e con la quale viene accolta l’istanza cautelare contro le deroghe concesse ai locali, dopo che il Tar dell’Emilia-Romagna l’aveva invece respinta. Secondo i magistrati il contenuto dei contratti di collaborazione sottoscritti con l’amministrazione per ottenere orari di apertura più lunghi, come si legge nell’atto, “non pare fronteggiare adeguatamente la situazione emergenziale posta in premessa dell’atto sindacale” del Comune, che aveva deciso con una ordinanza di limitare l’apertura degli esercizi per ridurre l’impatto sui residenti.

Come sintetizza l’avvocato dei residenti, Antonello Tomanelli, che ha seguito la causa insieme alla collega Marina Petrolo, il Consiglio di Stato “si è accorto della vacuità degli obblighi chiesti agli esercenti. Non si è limitato a valutare il provvedimento del Tar, ma si è spinto fino a dichiarare l’illegittimità di questi patti di collaborazione. Ora vedo molto improbabile che il Tar non si adegui”.

Spetta infatti ora al Tar emettere il giudizio di merito, sempre che la giunta Merola non decida ora di cambiare strada e preparare una nuova ordinanza. Ma non finisce qui.

L’associazione Via Petroni e dintorni, che ha depositato al Consiglio di Stato anche foto e video risaltenti all’autunno scorso per documentare il degrado della zona universitaria, sta preparando una causa per danni biologici ed economici a cui aderisce quasi una ventina di residenti. “Abbiamo quasi tutti i documenti pronti”, spiega il presidente dell’associazione Giuseppe Sisti.

Nell’immediato però i residenti sono pronti a sedersi ad un tavolo per discutere una nuova regolamentazione della ‘movida’, con obblighi più stringenti per i gestori. “Abbiamo sempre sostenuto- ricorda Sisti- che le deroghe possono essere concesse, ma di fronte a precisi requisiti. I gestori dei locali devono garantire che i loro clienti non creino problemi ai residenti, non è ammissibile che localetti di 10 metri quadrati stiano aperti tutta la notte con un centinaio di persone davanti”.

Un altro storico attivista, oggi esponente dell’opposizione di centrodestra in quartiere, Loris Folegatti, invita a non esultare troppo. “Non vorrei che si parlasse di questa ordinanza del Consiglio di Stato come una vittoria. Quando i cittadini sono costretti a rivolgersi alla magistratura per vedere riconosciuti i loro diritti è una sconfitta per la città”.