Degrado e rumore, a Pisa il verticedi trenta comitati anti-movida :allo studio una proposta di legge :

Preparano il testo di una nuova normativa per tutelare i centri storici. E non è solo questione di sonno rubato: alcol e risse finiscono con il deprezzare gli immobili. Verso la nascita di un coordinamento europeo dei «resistenti»

Abitano in luoghi unici al mondo, molti dei quali sono siti protetti dall’Unesco. Vivono lontani, magari, ma hanno un «nemico» comune: la movida, anzi la «mala movida» come la chiamano. E adesso hanno deciso di unirsi per combatterlo. Una trentina di comitati rappresentanti i residenti dei centri storici di tutta Italia e delle zone cittadine più frequentate di notte — vuoi per l’alto tasso di locali, vuoi perché elette dai giovani piazze preferite — si sono riuniti meno di una settimana fa per la loro prima «convention»: per farlo hanno scelto Pisa.

Esposti e denunce

In una mega sala parrocchiale della Chiesa del Carmine, sotto un grande poster che riproduceva la Madonna in Trono di Masaccio (il «Politico di Pisa» per l’appunto, oggi alla National Gallery di Londra), i rappresentanti di una trentina di Comitati italiani che hanno costituito il «Coordinamento nazionale no degrado e mala movida» hanno discusso i dettagli di una proposta di legge nazionale volta ad arginare il chiasso notturno. Hanno ripercorso l’odissea di esposti e denunce che da anni presentano per frenare l’invasione di locali che vendono alcolici aperti fino alle ore piccole. Hanno analizzato, città per città, il degrado dei centri storici. E ricordato gli appelli ai ministri ed al Presidente della Repubblica inviati per tutto il 2015.

Il Coordinamento europeo

Sta prendendo forma perfino un Coordinamento europeo contro il fracasso notturno. «Ci ha contattati da Parigi — spiega la presidente del Coordinamento Simonetta Chierici di Torino — il Collettif Riverains Jean Pierre Timbaud. Chiedono di incontrarci per mettere insieme le forze nell’ottica europea, con altri comitati spagnoli, belgi e tedeschi: andremo avanti», ricordando che ormai i 30 comitati del Belpaese, costituiti da oltre mille persone, rappresentano almeno un milione di cittadini in tutta Italia.

La difesa (riuscita) dell’articolo 659

La buona novella l’ha portata l’avvocato Giuseppe Losappio del Comitato residenti centro storico di Andria con l’annuncio che uno dei loro punti di forza è stata la vittoria della battaglia affinché non venisse depenalizzato l’articolo 659 — che sancisce e sanziona chi disturba della quiete pubblica —: trasformare le piazze in discoteche o distese di bottiglie, campi di battaglia per risse da ubriachi o scontri con la polizia, «resta reato». I comitati anti movida plaudono al fatto che chi «disturba mediante schiamazzi o rumore, ovvero abusando di strumenti sonori le occupazioni o il riposo delle persone, è punito con l’arresto fino a 3 mesi».

La tutela dei centri storici

E negli incontri del loro coordinamento i cittadini in guerra con i nottambuli chiassosi parlano anche dei danni alla salute (in particolare quella dei bambini): Nouria, del Comitato via D’Azeglio di Parma, racconta dell’intervento del Garante dell’Infanzia al quale gli abitanti si erano rivolti. Si discute di strade, marciapiedi e portici degradati, di minimarket in perenne crescita, di alcolismo fra i giovani. E soprattutto di strategie per fronteggiare l’avanzata dei locali: per questo i Comitati hanno deciso di raccogliere 50 mila firme e di presentare una «Proposta di legge ad hoc» che tuteli i centri storici «contro i disastri creati dalla movida selvaggia».

I mini-market notturni

E fa discutere l’efficacia della nuova ordinanza del sindaco di Firenze Dario Nardella contro mini- market e vendita di alcol dopo le 21,15: il Comitato di Firenze «Ma noi quando si dorme?» la contesta perché i residenti credono che non riuscirà ad arginare gli schiamazzi. Anche se, nelle stesse ore della convention di Pisa, nel capoluogo toscano sono stati sanzionati 8 minimarket con una multa da mille euro, bilancio di un blitz della Polizia municipale per contrastare la vendita di alcol fuori dagli orari consentiti. Proprio le «truppe del silenzio» di Firenze annunciano un’assemblea pubblica: si terrà il 12 febbraio, aperta a tutti i cittadini, per discutere di rumore. E che sia il chiasso oltre che il degrado il principale dei problemi in comune lo dicono gli stessi nomi dei comitati: da «Fermiamo capitan Fracassa» di San Benedetto del Tronto, a «Rispettando San Salvario» di Torino; dai «Cittadini navigli» di Milano a «No degrado e mala movida» di Monza.

Le case svalutate

Richiama l’attenzione sui problemi della Capitale l’Associazione abitanti centro storico di Roma: «Anche la Città Eterna ha avuto e ha i suoi problemi — interviene Viviana Piccirilli Di Capua —. Ma in questo momento, a meno che non vi siano le schermaglie di qualche alcolizzato, per il Giubileo e per il terrorismo la città è più sicura è più controllata. Consiglio però di essere attenti e puntuali nel presentare esposti e di rivolgersi alle autorità competenti, con molta decisione per far applicare le norme esistenti». E aggiunge: «Se necessario adite alle via legali, perché bisogna sempre tutelare il bene pubblico e la salute pubblica». A mali estremi, estremi rimedi: «Per le situazioni poco chiare c’è l’ Autorità anti- corruzione». Se fin da adesso si lavora per la proposta di legge, la conclusione del summit anti movida si riassume nelle parole di Babette Ottoz, dei comitati di Torino: «A causa della mala movida le nostre case hanno perduto valore e — secondo uno studio della Gabetti — si sono deprezzate fino al 25 per cento». Non è solo una questione di sonno rubato.