Bologna-Contro la movida il Comune ordina: “I market vendano solo birra calda”

A Bologna serrata contro l’ordinanza inaugura la guerra contro le restrizioni. Da Torino a Roma si lavora per la convivenza tra popolo della notte e residenti

L’ultima misura contro gli eccessi alcolici della movida l’ha adottata il comune di Bologna, obbligando i minimarket della zona universitaria, in pieno centro storico, a vendere la birra a temperatura ambiente, cioè caldissima, quindi imbevibile. Lo scopo è chiaro: stroncare l’acquisto di bevande che costano un terzo rispetto ai bar. La restrizione è accompagnata dall’anticipazione degli orari di chiusura alle 9 di sera, quando finora erano state le 11, e tutto questo fino al 15 ottobre. I gestori, provenienti perlopiù dal Bangladesh e dal Pakistan, l’hanno presa male ed è scattata la protesta: saracinesche serrate per tre giorni, accuse all’amministrazione di voler farli chiudere, addirittura le chiavi dei negozi consegnate simbolicamente all’assessore competente durante una manifestazione a Palazzo D’Accursio.

Il quale assessore, Emilio Lepore, ha contrattaccato annunciando maggiori controlli anche sugli ambulanti abusivi, che con carrelli e mastelli pieni di ghiaccio si aggirano per il centro vendendo lattine e bottiglie. Parlando ai microfoni della radio locale Città del Capo, ha anche invitato i titolari dei negozi, la comunità del Bangladesh in particolare, a partecipare alla lotta contro il traffico illegale di alcolici, che nasconderebbe un racket vero e proprio, aiutando le autorità a individuare i commercianti irregolari. La movida ad alto tasso alcolico ovviamente non è un problema solo bolognese.

Il Botellon torinese

A Torino si aspetta con una certa ansia l’edizione estiva del Botellon (in italiano “bottiglione”, ndr), festa studentesca per la fine degli esami universitari in programma venerdì sera in piazza Carlo Alberto e molto temuta dai residenti dopo gli sfracelli dello scorso febbraio, quando piazza Cavour venne ricoperta di rifiuti e bottiglie vuote. Il Botellon è un fenomeno nato in Spagna una ventina d’anni fa, quando i ragazzi hanno cominciato a darsi appuntamento nelle piazze o nei parchi per far festa, possibilmente spendendo poco, dunque portandosi dietro il necessaire per bere e fumare in compagnia. Ieri c’è stato un incontro fra comandante dei vigili, assessore al decoro e studenti organizzatori: sulla pagina Facebook dell’evento, – oltre 1.300 fan – sono uscite dichiarazioni tranquillizzanti, con inviti a rispettare la piazza e a usare i cassonetti, in modo che la manifestazione possa ripetersi in futuro. Si vedrà.

I divieti nella Capitale

A Roma, dove piazze storiche come Campo De’ Fiori si sono trasformate negli anni in ritrovi affollatissimi di ragazzi, con annessi problemi di alcol, il comune ha emesso un’ordinanza che prevede una serie di divieti nelle zone sensibili (fra cui piazza Navona, Trastevere, Testaccio e Ponte Milvio, oltre a Campo De’ Fiori): proibito il consumo di alcolici dalle 24 alle 7 in strade e piazze, così come l’uso di contenitori in vetro dalle 22 alle 7.

Negli stessi orari il divieto riguarda anche la vendita di alcolici da asporto sia da parte delle attività commerciali che dei distributori automatici. Per chi sgarra, multe da 280 euro ai negozianti e di 150 ai consumatori.