Movida fuori dal centro di Firenze?

FIRENZE Una valida proposta per delocalizzare la movida e spostarla in luoghi lontani dai centri ad alta densità abitativa: dovrebbe essere il progetto di tutte le città per dare libertà d’azione sull’emissione di decibel a chi ama musica a tutto volume e al tempo stesso liberare i tantissimi cittadini dei centri storici (e non solo) dalla tortura della “dittatura del fracasso”

Popolo della notte alle Cascine e a San Salvi. E in centro “proposte più culturali, sull’onda dei bistrot francesi”. La video-intervista al presidente del Quartiere 1 Maurizio Sguanci

Decentrare la movida. Portare locali e divertimento fuori dal cuore di Firenze, alle Cascine come a San Salvi. Nel parco di San Donato, vicino al polo universitario di Novoli, come in quello dell’Argingrosso, a due passi dall’Isolotto. Si lavora su più fronti in vista della bella stagione, quando si riproporrà l’annosa questione della convivenza (forzata) tra il popolo della notte che frequenta le piazze più belle di Firenze e chi in centro ci abita.
Non tanto un trasloco , ma “un’opportunità in più”, si spiega dal Quartiere 1 che nelle scorse settimane ha approvato una mozione in questo senso, ipotizzando un tavolo di lavoro tra i 5 presidenti di Quartiere e Palazzo Vecchio per individuare zone alternative al centro per la night life.

“Rinnovare l’offerta serale dei locali”

“Portare la movida fuori non vuol dire chiudere il centro – ci tiene a sottolineare Maurizio Sguanci, presidente del Q1, nella video-intervista a Il Reporter. “Vuol dire allargare la gamma delle offerte – prosegue- gli esercenti di questa zona avrebbero la possibilità di fare una nuova proposta serale, perché no, più culturale sull’onda dei bistrot francesi”.
Tra le proposte anche lo stop a nuovi locali notturni dentro le mura di Firenze, lì dove c’è già un’alta concentrazione di club e pub, grazie a un direttiva europea che riguarda le zone Unesco