CAGLIARI-MALAMOVIDA, RESPONSABILITA’ TOTALE DEL COMUNE

FINALMENTE LA LEGGE RICONOSCE IL GRAVE DANNO DA MALA MOVIDA AI CITTADINI:


Il TAR condanna il Sindaco di Cagliari per l’inquinamento acustico del quartiere Marina Il Comune di Cagliari è stato condannato per inquinamento acustico del quartiere Marina. La sentenza, emanata contro il Comune nella persona del Sindaco e nei confronti di dieci pubblici esercizi, è stata emessa dal TAR il 28 gennaio 2015 a seguito del ricorso presentato il 5 agosto del 2013 da un gruppo di residenti. La grave situazione di invivibilità nel quartiere Marina, soprattutto notturna, era stata portata all’attenzione del Sindaco e della Giunta con oltre cento lettere di denuncia, rimaste tutte senza il pur minimo cenno di riscontro e di disponibilità al confronto e al dialogo. Da ciò l’esigenza obbligata di cercare tutela in giudizio. Il TAR ha infatti stigmatizzato tale comportamento omissivo del Sindaco che, ribadisce la sentenza, avrebbe dovuto agire anche senza le istanze dei cittadini ma anche solo sulla base di una situazione di fatto oggettiva, portata ripetutamente a conoscenza anche dagli organi di stampa. La sentenza mette in luce in modo chiaro che non è solo un dovere ma un obbligo del Sindaco quello di intervenire con tempestività e urgenza e con strumenti idonei per rimuovere le cause che risultano nocive alla salute e alla tutela dell’ambiente. Lo stato di “grave inquinamento ambientale” in cui versa il quartiere Marina sotto il profilo dell’eccessiva rumorosità diffusa è stato certificato dalla Regione Sardegna attraverso l’A.R.P.A.S con oltre tremila ore di rilevamenti fonometrici nella primavera-estate del 2014. In conseguenza a ciò l’A.R.P.A.S. ha indicato come urgente e improrogabile l’adozione di un “Piano di Risanamento Acustico” da parte dell’Amministrazione Comunale di Cagliari. In conclusione il TAR ha riconosciuto “fondato” il ricorso presentato dai residenti e ha condannato il Comune ad adottare entro il termine di novanta giorni tutti i provvedimenti necessari per rimuovere le cause dell’inquinamento acustico inclusa pertanto “l’inibitoria parziale o totale di determinate attività” . Ora il Comune, o meglio il Sindaco, non può più tergiversare: deve agire con tempestività e urgenza perché il livello di rumore nel quartiere Marina, certificato dall’ARPAS, è di ben quattro volte superiore al limite indicato dal Piano comunale contro l’inquinamento acustico e in certe ore della notte supera persino il limite massimo di rumore ammesso per le aree industriali. Insomma vivere in Marina è come vivere forzatamente dentro capannoni industriali. E’di questi giorni il Rapporto 2014 dell’Agenzia Europea per l’ambiente che ha indicato il rumore ambientale come causa in Europa ogni anno “ di oltre 10.000 morti premature, di oltre 900.000 casi di ipertensione, di oltre 43.000 ricoveri ospedalieri “. Occorre pertanto rimediare al più presto: tale situazione ha già causato in Marina malattie gravi ed invalidanti, che riducono pericolosamente le aspettative di vita e mortificano l’esistenza e la normale applicazione al lavoro e agli studi.
La sentenza del TAR ha riconosciuto di fatto che il rumore proveniente da fonti esterne costituisce un fattore di aggressione del cittadino inerme, che quindi va legittimamente tutelato, tanto più quando l’aggressione colpisce all’interno degli stessi inviolabili ambienti domestici. Marco Marini, già presidente del Comitato Rumore no grazie

Cagliari 31 gennaio 2015