Garantire la sicurezza a Mestre da lunedì otto pattuglie in più

Da MESTRE un’importante decisione che comincia a delineare un impegno più organico e strutturato per arginare e contrastare il degrado dilagante grazie anche alla proliferazione incontrollata della movida selvaggia. Il Comitato Mestre OFF LIMITS ha ottenuto un buon risultato incontrando il Questore di Venezia, il tema va sviluppato anche con i Prefetti e sul fronte di modifiche sostanziali di leggi e regolamenti.

«Se si vuole incidere realmente sulla situazione non bisogna vendere fumo e l’azione deve essere forte per ottenere dei risultati altrimenti è solo una questione dimostrativa. Per questo da lunedì ci saranno otto pattuglie in più a Mestre ogni giorno in zone e turni che stabiliremo di volta in volta». Il questore Angelo Sanna spiega la strategia dell’intervento deciso per la sicurezza di Mestre e che si svilupperà nelle prossime settimane a partire da lunedì.

Pattuglie in divisa ma anche uomini in borghese. E quindi dalla raccolta di informazioni sul territorio ai controlli di locali e negozi con l’utilizzo della polizia amministrativa. Un giro di vite a cui partecipano i carabinieri sia con uomini del comando provinciale che pure con i militari del battaglione Mestre. Oltre al normale servizio di controllo del territorio da parte di volanti, commissariato di Mestre e di Marghera, saranno garantite, per almeno tre turni su quattro, quattro pattuglie in più rispetto alla situazione normale.

«Serve dare un segnale oltre che ai cittadini, e non mi dimentico di quelli del Lido, anche ai delinquenti. Potremo incidere di più, utilizzando pattuglie per servizi specifici», continua il questore. «Risultati ne porteremo a casa. Queste pattuglie supplementari servono anche a dare fiducia alla gente, ma non credo ci sia un’emergenza. Certe zone della città sono simili in molte realtà cittadine del nostro Paese. Faremo capire che noi ci siamo», ribadisce Angelo Sanna.

Nel mirino le zone diventate, negli anni, a torto o a ragione, sinonimo di degrado, delinquenza e spaccio: da via Piave a piazzale Donatori di Sangue, da Marghera al Terraglio, da piazzale Bainsizza al Piraghetto.

«La questione non si risolve solo con la repressione da parte delle forze di polizia», spiega Sanna. «Ci sono anche problemi sociali senza parlare che in questo momento la mancanza della pena certa da una parte infonde la sensazione di insicurezza nel cittadino e di poterla farla franca nel delinquente. È chiaro che la situazione sta degenerando per la depenalizzazione di molti reati, negarlo è sbagliato. Combattiamo sempre gli stessi problemi. Il punto cruciale è la legge che permette ai malintenzionati di continuare a delinquere perché dopo l’arresto escono praticamente subito. Ma attenzione, non è colpa dei giudici che applicano la legge. È la legge che prevede questo. Io sono dell’opinione che forse è meglio abbassare in genere le pene facendole però scontare tutte. Naturalmente cercando di non gravare sul sovraffollamento carcerario», conclude il questore.

La nuova strategia è stata annunciata lunedì durante la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Durante la riunione sono state esaminate anche le problematiche rappresentate dai sindaci di Martellago, Marcon e Concordia Sagittaria. Furti e aggressioni, in particolare. A Martellago i reati rispetto al 2013 sono lievitati, ma soprattutto per quanto riguarda i furti su automobili. In totale sono 203 al posto dei 175 di un anno fa. Tra questi 111 in abitazione, rispetto ai 110 del 2013. Sono aumentati invece di furti nei veicoli (67 contro 45). Aumentate, però, anche denunce (57 contro 45). Considerevoli i dati relativi a ricettazione e spaccio scoperti nel 2014 (11) rispetto al 2011 (1).

 

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