LETTERA APERTA DEI COMITATI FIORENTINI AL SINDACO NARDELLA

A nemmeno quindici giorni dallo scempio che si è consumato a Santa Maria Novella, documentato dal Corriere Fiorentino in un video rimbalzato in tutto il mondo e che vi riproponiamo, il Sindaco Nardella ha rilasciato a La Repubblica l’intervista della quale vi proponiamo il link.

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2014/27-settembre-2014/ultimo-assalto-movida-video-choc-santa-maria-novella-230221801557.shtml

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2014/10/10/news/musica_nelle_piazze_nessun_coprifuoco-97738112/

I Comitati di Firenze che da anni lavorano per difendere una delle città più importanti e preziose del mondo dalla distruzione provocata dal dilagare della movida selvaggia hanno scritto al Sindaco Nardella la seguente “lettera aperta”.

Gran parte dell’Italia soffre di questa problematica, tantissimi cittadini vogliono evidenziarla e stanno lavorando per risolverne le cause riportando in primo piano i fondamentali valori di civiltà e rispetto per le persone e per i luoghi

LETTERA APERTA AL SINDACO DI FIRENZE

Gentile Sindaco Nardella,

nel leggere l’intervista da Lei rilasciata a Repubblica un senso di incredulità misto a sconforto ci ha assalito. La portata delle frasi dell’intervista è talmente grave da non poter esimere i sottoscritti Comitati dall’intervenire. 1) Definire il caos senza regole di Firenze “qualche urlo” è profondamente irrispettoso nei confronti di chi, da anni, combatte una lotta impari contro l’invivibilità ed il conseguente spopolamento del centro storico. Abbiamo perso giorni e giorni per organizzarci, resistere, ma soprattutto, restare in salute. Sempre più persone si rivolgono a noi disperate, perché in noi trovano qualcuno che le ascolta ed una organizzazione che certifichi che almeno a qualcuno interessa della loro condizione disperata. Paragonare il disagio sempre maggiore a qualche urlo, significa paragonare questa nostra lotta, comune a tutte le città italiane, ad un dopo lavoro per persone sfaccendate. Si fidi, preferiremmo fare ben altro, che essere presi in giro.

2) Ciò precisato, la Sua semplificazione, caro Sindaco, nel parlare della movida selvaggia denota una scarsissima comprensione del problema ed una chiara assenza di volontà ad affrontarlo. La tecnica argomentativa, in base alla quale si sposta il discorso sui poveri commercianti che generano posti di lavoro, oltre ad essere menzognera, dimostra una precisa presa di posizione: il commercio vale più della salute e dell’ordine pubblico. Ci chiediamo se, guardando i video che quotidianamente vengono inviati nella sua casella di posta, leggendo le dichiarazioni dei vigili urbani, ascoltando i Comitati che sempre più numerosi sorgono nel vuoto lasciato dalla politica, Lei possa ancora parlare di “qualche urlo”.

3) Del resto, non è vero che non esistono gli strumenti per intervenire: contro i minimarket si è adottato una politica rigida, che può e deve essere estesa anche ai locali, che a livello di impatto sonoro sono ben più pericolosi dei minimarket. Gli assembramenti rumorosi si formano davanti ai locali. Non è che la linea dura contro questi esercizi significhi cercare un capro espiatorio facile?

Come cittadini che non intendono lasciare la città in cui siamo nati o in cui abbiamo costruito una parte della nostra vita, ci auguriamo che sia disposto a rivedere le sue affermazioni, che intenda assolvere ai suoi compiti di sindaco, che sia pronto a tutelare la nostra salute e che intraprenda azioni volte ad aiutare i residenti a poter vivere con tranquillità ed in salute la propria casa nel proprio quartiere nella propria città.

Comitato “Ma noi quando si dorme”

Comitato per Piazza Brunelleschi

Comitato Santo Spirito

 

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