Parma, anche il M5s sbatte contro la movida

Il fenomeno, alimentato dalla passata Amministrazione di centrodestra, con gli anni è degenerato e anche il recente regolamento varato dai grillini è stato bocciato dal Tar

Alimentata dalla passata Giunta di centrodestra, a Parma la movida col passare degli anni è esplosa tra le mani di chi l’aveva “coccolata” anche a fini elettorali fino a rappresentare oggi un problema aperto sul tavolo dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco del M5s Federico Pizzarotti.
Dai primi anni Duemila l’aggregazione giovanile si concentra nei locali della centralissima e chic via Farini: partono le battaglie legali dei residenti per il diritto al riposo, corsi e ricorsi nelle aule dei tribunali amministrativi, regolamenti comunali inefficaci.
L’ex sindaco Pietro Vignali, incapace di gestire il fenomeno in centro città, raddoppia e crea la movida anche in via D’Azeglio nel quartiere dell’Oltretorrente, frequentato in maggioranza da studenti universitari. Quattro anni fa, in piena estate, viene data la possibilità agli esercenti di “apparecchiare” la strada. Da lì in poi sarà un crescendo di frequentatori e disagi per chi in quella zona vive.

La patata bollente passa nelle mani dei nuovi amministratori grillini che decidono di prendere di petto la situazione sfornando un nuovo regolamento che, tra le altre misure, prevede l’obbligo per i titolari dei locali di garantire vigilanza e sicurezza non solo nel bar ma anche fuori. Scatta il ricorso al Tar e i giudici danno ragione agli esercenti registrando “l’illegittimità, sotto il profilo gestionale, della previsione di un trasferimento di funzioni e poteri di polizia e di controllo a soggetti privati, funzioni e poteri che possono essere esercitati solo dall’amministrazione pubblica”.
Nei giorni scorsi il parroco don Cocconi ha cercato di smuovere le coscienze celebrando una messa nella chiesa di Sant’Ilario nel complesso dell’ospedale Vecchio, gioiello architettonico di Parma i cui gradini la notte diventano spesso bivacco di nottambuli alle prese coi fumi dell’alcol.
La Confesercenti torna alle questioni terrene e attacca il Comune: “A Parma con questo provvedimento si cercano di chiudere le imprese e addirittura si vieta l’apertura di nuove attività, affidando alla polizia municipale – non si sa su quali basi e regole – il potere vincolante di dire si o no alle nuove aperture. E’ ora di dire basta alle sopraffazioni della politica conformista, incapace di risolvere con equità i problemi. Le imprese sono stanche ormai di essere continuamente tartassate e poi impedite nel lavoro, dai fantasiosi provvedimenti del Comune”.
Dal centro destra al M5s, passati più di dieci anni, nulla è ancora cambiato sul fronte della movida.

 

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